Alta Velocità, PER CHI SUONA LA CAMPANA …????

Pubblicato da Europa Verde Reggio Emilia il


Parma reclama una fermata in linea dell’Alta Velocità nei pressi della sua Fiera!

Tutta la città ducale fa il tifo, affinché ciò avvenga. Il Presidente Bonaccini, il ministro De Micheli non dicono di no, tanto che qualcuno sta facendo studi e noi sappiamo che questa è una mossa che può dare gambe ad una importante scelta politica. Intanto a Reggio si minimizza lo scarto dei cugini d’oltre Enza, derubricandolo a scoop giornalistico. L’esperienza dice che non c’è peggior guaio di chi si illude e di chi non vede. Ci chiediamo, e con noi tutta la città, come mai siamo arrivati a questo punto? Per cercare una qualche ragione occorre andare alle radici della questione: le foto di quel lontano 8 giugno 2013, giorno della inaugurazione della Stazione Mediopadana di Reggio Emilia, mostrano un Prodi raggiante per l’opera realizzata nella città del Tricolore.

Foto emblematica di un tempo di passaggio nella politica locale, ma anticipatrice delle vicende che sarebbero seguite. Non serve un fine analista politico per decifrare cosa è accaduto da allora. Per lunghi anni, quasi un decennio, la meraviglia di Calatrava, la stazione più bella dell’Alta velocità italiana, è stata sostanzialmente dimenticata, espunta dalle scelte dell’Amministrazione comunale.

La nuova stazione, un fiore all’occhiello invidiato da tutti, è stato lasciato appassire dalla politica nostrana. E invece quel fiore è risorto per forza propria dal fango dei parcheggi fai da te, dall’assenza cronica di servizi efficienti, ammutolendo i critici e imponendo con i fatti una centralità trasportistica incomprimibile. Gli oltre sessanta treni giornalieri, i 500 mila passeggeri trasportati confermano la bontà di una scelta politica e la pongono, nei fatti, al centro delle esigenze di mobilità mediopadane.

Ma tutto questo pare non bastare!

Scrivevamo nel 2017 “Inaugurata nel 2013, la stazione Mediopadana ancora nel 2017 soffre una crisi di identità. Ancora adolescente non riesce a diventare un vero punto di riferimento di un sistema di mobilità del bacino Mediopadano ferroviario”. Infatti, mentre Bologna capitale si dotava di un efficiente e moderno sistema ferroviario metropolitano, integrando la mobilità locale con quella a lungo raggio, a Reggio le ferrovie locali che potevano fungere da assi portanti di un nodo ferroviario mediopadano, non sono state valorizzate, anzi il loro patrimonio rotabile è stato distribuito sull’intera regione, facendo precipitare la qualità e la quantità dei nostri servizi. Non si è dato corso a studi o progetti per collegamenti cadenzati con le città vicine che avrebbero consolidato i legami con il territorio mediopadano e permesso di limitare l’uso dell’auto privata per raggiungere il nuovo polo ferroviario.

Purtroppo, ad oggi la situazione non è migliorata. Le cronache ci consegnano inspiegabili ritardi nella realizzazione di nuovi parcheggi, comunque insufficienti nella previsione a soddisfare una mobilità esclusivamente fondata sull’uso dell’auto privata. Come scrivevamo già allora: “Certamente il potenziamento e miglioramento del sistema della sosta è esigenza innegabile ma assolutamente parziale come risposta.”

Se a questo aggiungiamo la proposta di questi giorni di una stazione a Parma, il quadro desolante si completa.

Vi sono responsabilità politiche rilevanti che nel corso del tempo hanno prodotto questo corto circuito.

Responsabilità in capo ad una classe dirigente che dapprima non ha creduto nel progetto e poi non ha fatto nulla per svilupparlo adeguatamente, una volta accortasi che la struttura stava decollando.

Sono rintracciabili sulle pagine della stampa degli anni scorsi molte prese di posizione sul tema. Ma siamo ancora qui a registrare le nostre insufficienze, a chiedere addirittura che si faccia silenzio, a pretendere di lasciare in pace il manovratore, a negare l’evidenza di un isolamento politico….

Assolutamente condivisibile ci pare la posizione degli industriali reggiani che mettono a nudo la mancanza di strategia complessiva in tema di mobilità ferroviaria, in particolare per il nodo mediopadano. La politica pare essere tutta piegata a seguire le dinamiche elettorali e a riconfermare il vizio nostrano di promettere tutto a tutti, al piccolo cabotaggio, salvo poi trovarsi invischiata in corto circuiti imbarazzanti.

Sulla vicenda di una nuova stazione a Parma  cerchiamo di essere seri, pretendiamo un sussulto da chi ha responsabilità di governo, evitando di riproporre parole vuote e soluzioni estemporanee, ma mettendo in campo progetti e strategie che riscattino l’inazione di anni e che collochino la Stazione AV al centro di un nodo ferroviario mediopadano, in grado di rispondere, con i fatti, ai bisogni di mobilità collettiva di un intero bacino, città limitrofe comprese.

Il rischio è che si inneschi una rincorsa senza fine, destinata al fallimento, come è ovvio a tutte le persone di buonsenso.

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