Assessore Mammi il protocollo regionale sull’Enza andrebbe applicato tutto

Pubblicato da Europa Verde Reggio Emilia il


… non solo quel che interessa.

Dopo aver letto, a mezzo stampa, l’intervento dell’Assessore regionale all’agricoltura Mammi

Ne condividiamo lo spirito costruttivo, orientato alla salvaguardia del settore agricolo, giustamente ritenuto essenziale per il paese.

Condividiamo, altresì, il riferimento all’appello di Mons. Camisasca in merito alla grande attenzione che si dovrà dedicare alla tutela e al potenziamento del sistema sanitario e di welfare pubblico: presidi essenziali a garanzia della salute di tutti i cittadini. Come si concretizzeranno operativamente le dichiarazioni di principio di queste settimane dovrà trovare conferma nelle iniziative che i decisori politici prenderanno nell’ immediato futuro.

Vorremmo evidenziare un punto che nelle discussioni di questi giorni è forse rimasto sottotraccia, e cioè la necessità di mettere in campo tutto quello che serve per attuare una seria prevenzione primaria. Ci si riferisce non solo confronti del virus con cui si dovrà convivere ma al contesto generale di pressione per le condizioni ambientali in cui, non dimentichiamolo, la regione si trova. La tutela della salute di tutti, come abbiamo visto, inizia da lì. Occorre fare di tutto per non ammalarsi.

Vi è un l’altro aspetto del ragionamento di Mammi, che è poi quello centrale, su cui va posta attenzione e che riguarda la tutela e il risparmio della risorsa idrica.

Purtroppo, notiamo una certa preoccupante continuità, sotto il profilo culturale, con quanti si sono applicati al tema in questi ultimi anni.

Indubbiamente il richiamo al documento della regione del 2018 è utile per puntualizzare alcune cose sia di metodo che di merito. A suo tempo abbiamo preso atto dell’assegnazione di un incarico all’AdBPO, affinché questo ente analizzi oggettivamente il reale fabbisogno idrico del nostro territorio; fabbisogno quantitativo che andrà rivisto e rimodulato sia nelle quantità che nelle forme di soddisfacimento, attuando scrupolosamente le azioni definite e contenute nel protocollo stesso. Di fatto si è data attuazione al protocollo regionale solo per l’ultima parte. Vai a capire perché.

Non capiamo comemai si continui a procedere con un metodo di lavoro al contrario.  Ci pare di capire, dalle parole dell’Assessore, che si ragioni unicamente di grandi opere, di grandi invasi per intenderci, per la realizzazione dei quali ci vorrà tempo e soprattutto una montagna di denari pubblici, tralasciando di considerare e attuare tutte quelle opere idrauliche e di gestione virtuosa che da sole sarebbero in grado di soddisfare i fabbisogni idrici nel breve e medio termine. In questo modo non si fa nulla (cosa che purtroppo è in continuità pericolosa con gli ultimi 20 anni) con la scusa che si aspetta la diga

Riteniamo questo modo di procedere sbagliato e dannoso anche per il mondo agricolo che si aspetta risposte a breve e invece ci si fissa su un progetto faraonico, di difficile attuazione, dai tempi lunghi e dai costi esorbitanti, mentre si potrebbero introdurre, da subito, azioni molto più immediate e mirate al servizio delle aziende agricole.

Ovviamente tutto questo si tiene se stiamo parlando di acqua e di fabbisogni agricoli e non d’altro. Non capiamo, perché si proceda voltati all’indietro, dando la schiena al futuro

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