GLI ALBERI NON PARLANO E NON VOTANO … GLI AUTOMOBILISTI SI! IL CASO DI VIALE TRIESTE A BORETTO.

Pubblicato da Duilio Cangiari il

Predisporre un progetto di trasformazione urbana

e affrontare le varie fasi della sua realizzazione è un’operazione non facile, impegnativa per una amministrazione comunale e che presuppone una adeguata campagna informativa dell’opinione pubblica: insomma non è come cambiare le tende di casa.

Nell’ultimo triennio, vari comuni della Bassa Reggiana hanno attuato progetti di trasformazione degli spazi urbani suscitando spesso perplessità, sconcerto e contrarietà soprattutto per la radicalità degli interventi che hanno comportato l’abbattimento a volte di decine o centinaia di alberi adulti, nient’affatto malati o a fine ciclo. In tutti questi casi si è proceduto alla totale cancellazione di viali e piazze alberate che nei decenni avevano caratterizzato i luoghi, il paesaggio urbano e anche la socialità di quelle comunità. L’ultimo episodio riguarda il comune di Boretto, dove l’Amministrazione comunale ha deciso il rifacimento di viale Trieste: un viale alberato che collega l’abitato storico alla zona a servizi, dove sorgono le scuole, la piscina, la casa di riposo e un ampio parco pubblico.

Un viale le cui acacie nel tempo avevano formato con la loro chioma un tunnel verde

e che, sono state oggetto nel tempo di ripetute e devastanti capitozzature che ne hanno ridotto la chioma, indebolito la forza vegetativa e per alcuni esemplari avviato processi di necrosi e disseccamento. Insomma, una alberata massacrata da manutenzioni sbagliate, operate da chi non conosce le più elementari regole della buona manutenzione del verde ornamentale.

E così di fronte alla sofferenza di alcuni esemplari, anziché operare per la loro necessaria sostituzione si è preferito fare un progetto che fa piazza pulita di tutti gli esemplari, ben 54 acacie adulte, privilegiando la realizzazione ex novo del viale, con la realizzazione di una nuova ciclabile in luogo dell’esistente, di un pedonale e di una trentina posti auto. E così alcuni giorni fa, nel pieno del periodo di nidificazione e del vigore vegetativo delle piante, è iniziato l’abbattimento sistematico delle acacie, suscitando le giuste e comprensibili proteste dei cittadini, che nulla o poco sapevano del progetto comunale. A questo punto ci permettiamo di porre alcune domande al Sindaco, quale rappresentante dell’amministrazione locale.

Signor Sindaco
  • Pensa di avere comunicato adeguatamente ai cittadini le intenzioni del Comune? Pensa di aver attivato un necessario e doveroso processo partecipativo dei cittadini, finalizzato non solo a informare, ma anche a raccogliere suggerimenti, richieste e opinioni riguardanti i vari aspetti del progetto, da quelli viabilistici a quelli riguardanti il verde, per finire al ruolo e alle funzioni di questo viale? Da tanti, infatti è ritenuto un luogo importante per la presenza dei servizi e che, a nostro parere, deve caratterizzarsi come spazio di alta qualità urbana, da vocare prioritariamente a spazio verde che si deve connettere virtuosamente con le aree verdi degli edifici pubblici e con il grande parco pubblico del paese.
  • Le chiediamo se il Comune si è dotato di un proprio Regolamento del verde che indichi chiaramente sia ai privati che ai manutentori del verde urbano, le pratiche più avanzate e corrette per la cura e il mantenimento del patrimonio verde del paese, a fronte della diffusa pratica della capitozzatura che, pare essere la pratica usuale e deprecabile nella manutenzione dei viali alberati del paese?
  • I suoi uffici sono a conoscenza del divieto di taglio di rami e di abbattimento degli alberi nel pieno del periodo riproduttivo dell’avifauna che come indicato dalle norme ( Direttiva UE n. 2009/147/CE e legge n. 157 /1992 ) va da marzo a fine agosto e che la sua inosservanza è reato e prevede sanzioni, in quanto durante i primi lavori di abbattimento sono stati distrutti e danneggiati nidi, uova e pullus che trovavano ospitalità nel folto delle chiome degli alberi abbattuti ?
  • Ritiene assolutamente necessario creare nuovi posti auto, sacrificando loro lo spazio della ciclabile esistente, vista la presenza nelle immediate adiacenze di un ampio parcheggio? Non sarebbe più opportuno ampliare gli spazi verdi del viale realizzando una passeggiata con opere di arredo e a verde più consistenti e adeguate di quelle in previsione, ponendosi comunque l’obiettivo di allontanare le auto e il traffico dalle scuole, dalla casa di riposo e dal parco urbano, anziché avvicinarlo?
  • Gli uffici tecnici, nel decretare la necessità dell’abbattimento delle 50 acacie, si sono avvalsi del parere e del concorso di personale specializzato per le necessarie analisi dello stato di salute delle piante, allo scopo di individuare gli interventi più adeguati, volti alla cura e mantenimento del verde esistente?
  • Non ritiene fortemente carente la parte del progetto riguardante le future opere a verde e le nuove piantumazioni che appaiono scarsamente delineate e che invece dovrebbero rappresentare il cuore della progettazione di un viale dedicato non già all’intenso traffico veicolare, ma, come indicato dalla stessa amministrazione, alla mobilità sostenibile che chiede di allontanare le auto per privilegiare la mobilità di pedoni e ciclisti?
  • Viste le nuove piantumazioni di Ginko Biloba all’ingresso del paese, effettuate in modo massivo e con un impianto che non tiene conto delle caratteristiche della specie, viste le devastanti capitozzature degli aceri negundi nei viali dei quartieri popolari, nonché il taglio di alcuni gelsi rei di crescere a ridosso di una recinzione in area pubblica , non ritiene indispensabile dotare il proprio comune di esperti nella manutenzione e nella progettazione del verde urbano e ornamentale in grado di dirigere le attività di progetto e manutentive riguardanti il patrimonio verde ?
  • In alternativa non ritiene assolutamente necessario proporre la costituzione di un ufficio per la cura del verde a servizio di tutti i Comuni della Bassa Reggiana, così come si è meritoriamente fatto per le Polizie municipali, per i servizi amministrativi comuni, per le stazioni appaltanti, per i servizi di natura sociale?

Converrà con noi che la qualità del vivere nei paesi della nostra terra passa attraverso atti di buona amministrazione, che la partecipazione consapevole dei cittadini è uno dei fattori principale, che la consapevolezza del valore del territorio e del paesaggio   aiuta a governare i beni comuni, tra i quali va inserito, a buon diritto, il verde pubblico, il verde di tutti.

Cordiali saluti

Europa Verde-Verdi Reggio Emilia

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