I VERDI E IL CORONAVIRUS

Pubblicato da Europa Verde Reggio Emilia il


Premesso che il 20 marzo il numero dei contagiati positivi al coronavirus in Emilia Romagna ha raggiunto i 5968 casi,  con un incremento rispetto al giorno precedente di ben 754 unità;

che l’incremento maggiore di casi giornalieri, per la seconda giornata consecutiva con ulteriori 165 unità, si è registrato nella provincia di Reggio Emilia che in pochissimo tempo ha superato Modena, attestandosi al terzo posto in regione con ben 773 casi e che il trend in crescita non sembra arrestarsi;

che il numero dei decessi in regione ha raggiunto le 640 unità con un incremento di ben 109 persone rispetto al giorno precedente e che il territorio reggiano ha raggiunto il record di 56 persone decedute;

che il numero di test effettuati per rilevare la presenza del coronavirus nella popolazione è ad oggi di 20.753, con un incremento di 2409 tamponi effettuati rispetto alla giornata precedente, ma che gli stessi paiono in numero nettamente inferiore rispetto a regioni a noi vicine;

che da molti si ritiene che il numero dei contagiati tra la popolazione sia di molto superiore a quello evidenziato dai test effettuati soltanto alle persone sintomatiche e intercettate dal sistema sanitario regionale;

che il numero dei medici e di operatori sanitari contagiati nel paese appare molto preoccupante tanto che 7 di essi sono deceduti a causa della malattia  e che tale situazione pare imputarsi alla difficoltà nel reperire DPI di protezione;

tutto cio’ premesso

si CHIEDE di conoscere :

 

Se risponde a verità che vi è una conclamata difficoltà, presso i presidi  sanitari del territorio, nel reperimento  dei fondamentali presidi di protezione quali mascherine, tute integrali ecc.. essenziali per consentire, ai sanitari in prima linea, di operare in sicurezza senza mettere in pericolo la propria vita;

se, a fronte di questa situazione, le Direzioni Sanitarie locali, in mancanza di un’azione coordinata e collettiva, si sono trovate costrette a rivolgersi al mercato nazionale e internazionale per reperire tali dispositivi, ma che in tale azione non siano state supportate a sufficienza dagli organi di governo locali e nazionali, tanto da registrare casi di blocco alle dogane del materiale regolarmente acquisito e come tale situazione si stia malauguratamente protraendo causando un grave pregiudizio  alla efficacia e rapidità dei rifornimenti alle singole realtà sanitarie;

se risponde a realtà che la disponibilità minima dei DPI per il personale sanitario pare essere sufficiente presso le strutture di primo livello, ma come si stia registrando una evidente carenza dei DPI presso i presidi sanitari periferici, e in particolare come tale situazione di precarietà e/o assenza di dotazione  caratterizzi l’azione dei medici di base e come si pensa di ovviare a tale drammatica situazione;

se si sono messe in atto tutte le precauzioni del caso per proteggere gli ospiti delle nostre RSA, luoghi nei quali vivono tanti anziani, individuati dalle statistiche dei colpiti dalla malattia come i soggetti più vulnerabili e quindi da proteggere in particolar modo;

se risponde a verità che  in alcune RSA e CRA si sono sviluppati focolai dell’infezione e che nell’affrontare e contenere gli stessi si stia operando con grandi difficoltà e con grave pregiudizio per la vita degli ospiti e del personale che li assiste;

se a fronte  della ormai pubblica difficoltà nel reperimento dei DPI specifici per il personale sanitario e della strumentazione tecnica di base per l’allestimento di nuove postazioni nei reparti  di rianimazione COVID 19, come pure l’assenza sul mercato di mascherine di primo livello FFP1 genericamente a protezione  delle persone, gli organi di governo regionali e locali non intendano istituire, con la massima urgenza, tavoli di concertazione con il sistema delle aziende del medicale, dell’elettronica,  del fashion ecc… unitamente alla Università di Modena e Reggio e ai Poli di ricerca tecnologica , per sollecitare e sostenere la riconversione immediata delle linee di produzione, finalizzandole a realizzare in loco le produzioni dei materiali e delle strumentazioni  necessarie;

se non ritenga assolutamente necessario  estendere i test per l’individuazione delle persone contagiate non solo a chi presenta sintomi e viene in contatto con il sistema sanitario regionale, ma anche e in modo sistematico e prioritario a tutto il personale sanitario e agli operatori  che stanno lavorando  nelle strutture sanitarie; stessa modalità di screening dovrà essere effettuata a difesa del personale e degli ospiti delle RSA e CRA,  come pure anche a tutti gli individui che hanno avuto contatti   con le persone contagiate, al fine di supportare e motivare provvedimenti di quarantena e quindi di contenimento mirato dell’infezione;

se non ritenga fondamentale far si che i momenti di fine vita dei pazienti più gravi, oggi drammaticamente caratterizzati dall’isolamento e dalla lontananza dalle persone care, siano resi più rispettosi delle esigenze di vicinanza umana ai degenti, attraverso l’utilizzo di strumenti di comunicazione  che garantiscano la possibilità di un ultimo saluto ;

se, a fronte dello straordinario e diuturno impegno lavorativo di tutto il personale sanitario, in particolare dei medici, si stiano valutando ulteriori forme  di tutela giuridica (civile e penale)  del personale attraverso azioni di salvaguardia eccezionali del loro operato, per tutta  la durata della emergenza

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