SU VIALE UMBERTO

Pubblicato da Europa Verde Reggio Emilia il


PROGETTO ESTENSE: INTERVENTI APPROPRIATI PER IL BOULEVARD PIU’ BELLO E IMPORTANTE DELLA CITTA’?

È la domanda che ci poniamo e che si pongono alcune migliaia di cittadini che hanno sottoscritto una articolata petizione poche settimane fa e che verrà discussa in consiglio comunale nel mese di marzo.

La nostra preoccupazione e la nostra perplessità traggono fondamento dalla nota ufficiale del comune, che ribadisce la volontà di proseguire nell’attuazione del progetto con l’abbattimento di ben 117 alberi e la realizzazione di una grande rotatoria all’incrocio di via U.Codro.

Analizziamo con ordine questi due aspetti fondamentali:

‐      Interventi sulle alberate

Il viale è costituito da 4 filari e gli interventi massivi di taglio interesseranno soprattutto la terza e la quarta fila, le più esterne, mentre per i filari prospicienti la carreggiata stradale si andrà ad integrare le fallanze, causate dall’incuria e dalla mancanza di manutenzione, protrattesi negli ultimi quindici anni.

Come richiesto a gran voce da noi e da tanti cittadini, si è proceduto ad una analisi tecnico-strumentale della “salute” degli alberi, superando in tal modo, almeno parzialmente, la primitiva indicazione dei progettisti che avevano giudicato queste centinaia di alberi come incongrui e da abbattere, in quanto, non omogenei al progetto.

La valutazione tecnica effettuata da qualificati professionisti ha contribuito a fare chiarezza e ad individuare in 51 le piante compromesse dal punto di vista vegetativo e statico, che dovranno essere abbattute per garantire la sicurezza.

Le rimanenti 66 piante presentano problematiche di minor conto che non comporterebbero il loro abbattimento, ma una diversa e più articolata valutazione del loro destino.

Questi filari sono stati realizzati con specie arboree di vario tipo, in alcuni casi in sostituzione di pioppi cipressini giunti a fine ciclo, in altri come scudo vegetale contro la pervasività dell’inquinamento acustico e atmosferico, indotto dall’intenso traffico veicolare.

Riteniamo che si debba tenere conto della stratificazione storica e della funzione di questi filari e soprattutto del buono stato vegetativo di molti di questi alberi condannati invece all’abbattimento, per la sola colpa di non essere TIGLI, da una visione progettuale miope, tesa a cancellare ogni biodiversità per far posto ad una discutibile monocultura vegetazionale.

Inoltre, dovrebbe essere evidente a tutti la diversa e ineguale valenza ambientale di un albero adulto (ombreggiamento, produzione di ossigeno, captazione di CO2 e inquinanti), a confronto con una giovane pianta, che dovrà impiegare decenni prima di produrre i benefici delle piante esistenti!

Chiediamo che si proceda ad una valutazione flessibile e mirata caso per caso, che superi la condanna massiva, e nel contempo si dia spazio al confronto con i

cittadini, che a più riprese hanno manifestato la loro preoccupazione e hanno chiesto di poter partecipare alle scelte da protagonisti.

‐      Realizzazione di una grande rotatoria

All’ incrocio con via U.Codro, oggi regolato da un impianto semaforico, il progetto prevede la realizzazione di una grande rotatoria, che per la sua dimensione comporterà l’abbattimento di 15 tigli.

Ci chiediamo la motivazione di questo intervento che a nostro parere, oltre all’immotivato sacrificio di tutte quelle piante, oggettivamente interrompe dal punto di vista architettonico la natura prospettica del viale. che in questo tratto presenta una sua evidente continuità e linearità, sia dal punto di vista dei filari di tigli che stradale.

Non ci pare che una rotatoria possa migliorare la sicurezza dei ciclisti e dei pedoni e che se regolata da impianti semaforici a chiamata, non sarebbe in grado di produrre benefici nemmeno per il traffico veicolare.

Ci permettiamo di suggerire di ridurre in modo significativo le dimensioni della nuova rotatoria, sfruttando a pieno le carreggiate stradali esistenti, e senza l’abbattimento delle piante.

Non ci sfugge la grande importanza dei “progetti speciali” quale il progetto “Ducato Estense”, che comunque non devono essere soggetti ad una logica proprietaria, ma devono diventare occasione di coinvolgimento, di crescita e di partecipazione per tutta la città.

Print Friendly, PDF & Email

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *