TANGENZIALE DI FOGLIANO – DUE MAESTA’ (petizione)

Pubblicato da Europa Verde Reggio Emilia il

Europa Verde Reggio Emilia, sostiene la petizione sulla tangenziale di Fogliano, promossa da Università Verde e diverse associazioni (vedi elenco in calce).

Si ritiene che le scelte fatte sino ad ora comprendano eccessive criticità e si chiede che sia sospesa la procedura in atto e che siano valutate tutte le soluzioni idonee alla salvaguardia e alla tutela della Zona Speciale di Conservazione

Direzione per il Patrimonio naturalistico (PNA)

Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

C.A. Dott. Carlo Zaghi

Direttore Generale

PNA@pec.minambiente.it

Direzione generale per la sicurezza del suolo e dell’acqua (SUA)

Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

C.A. Direttore Generale:

 Dott.ssa Maddalena Mattei Gentili

SUA@pec.minambiente.it

C.A. Dott.ssa Barbara Giuseppina Burzotta

dgsta@pec.minambiente.it

Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana

di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara

mbac-sabap-bo@mailcert.beniculturali.it

Al presidente della Regione Emilia-Romagna

 Stefano Bonaccini

segreteriapresidente@postacert.regione.emilia-romagna.it

Al Presidente della Provincia di Reggio Emilia

Giorgio Zanni

provinciadireggioemilia@cert.provincia.re.it

Al Sindaco del Comune di Reggio Emilia

Luca Vecchi

comune.reggioemilia@pec.municipio.re.it 

TANGENZIALE DI FOGLIANO – DUE MAESTA’

PETIZIONE

PREMESSA

La Provincia di Reggio Emila nei mesi scorsi ha emesso un bando per la progettazione esecutiva della Tangenziale di Fogliano, il cui iter decisionale iniziò oltre 10 anni fa, su proposta dello stesso Ente.

La nuova strada in progetto dovrebbe rappresentare una viabilità alternativa all’attuale ex SS 463 e configurarsi come collegamento tra la tangenziale Sud Est di Reggio e la viabilità per Scandiano, alleggendo e deviando, in gran parte, il traffico veicolare di attraversamento che grava sul centro abitato di Fogliano. Un’ opera che, occorre dirlo, da tanti anni è attesa dalla popolazione, ma la cui definizione progettuale e di tracciato NON CI APPARE CONDIVISIBILE per le ragioni che di seguito vengono sviluppate!

Nel corso di tanti anni di gestazione del progetto vari e faticosi sono stati i passaggi di competenza tra gli Enti territoriali competenti, ricordiamo infatti le prime risultanze di un  tavolo tecnico istituito dalla Provincia furono trasferite per competenza  al Comune di Reggio che, attraverso un nuovo iter, le modificò profondamente andando a individuare un tracciato che, per un ampio tratto, va ad impattare pesantemente aree delicatissime, sottoposte a vincolo paesaggistico: si tratta  degli areali di pertinenza dei torrenti Lodola e Rodano e soprattutto della Zona Speciale di Conservazione (ZSC) dei Fontanili del torrente Ariolo: una ampia zona vocata alla ricarica delle risorgive di pianura, che verrebbe letteralmente attraversata dal progetto viario, tranciando in due un importante sito di interesse comunitario, tutelato dall’Unione europea e inserito nella rete Natura 2000, come  bene pubblico di grande valore e utilità per la collettività intera.

Occorre ricordare, a tal proposito, che Natura 2000 è il sistema organizzato (Rete) di aree (siti e zone) destinato alla conservazione della biodiversità, presente nel territorio dell’Unione Europea, e vocato in particolare alla tutela degli habitat e delle specie animali e vegetali rare e minacciate.

La Rete ecologica Natura 2000 trae origine dalla Direttiva dell’Unione Europea 92/43 “Habitat” e si basa sull’individuazione di aree di particolare pregio ambientale denominate Siti di Importanza Comunitaria (SIC), destinate a diventare Zone Speciali di Conservazione (ZSC), che vanno ad affiancare le Zone di Protezione Speciale (ZPS) per l’avifauna, previste dalla Direttiva 2009/147/CE  “Uccelli” che ha sostituito la direttiva 79/409.

Il sistema a Rete riconosce inoltre l’importanza di alcuni elementi del paesaggio che svolgono un ruolo di connessione per la flora e la fauna selvatiche (art. 10). Gli Stati membri sono invitati a mantenere o all’occorrenza sviluppare tali elementi per migliorare la coerenza ecologica della rete Natura 2000. In Italia ci sono attualmente 2347 SIC e in Emilia-Romagna se ne contano 158 https://www.minambiente.it/pagina/sic-zsc-e-zps-italia. In provincia di Reggio Emilia sono presenti complessivamente 23 di questi siti; essi rappresentano una importante rete dal punto di vista geografico e naturalistico che è indispensabile proteggere, perché favoriscono la conservazione e lo scambio di specie animali e vegetali.

 EFFETTI INDOTTI DAL PROGETTO SULLA TUTELA DELL’AREA ZSC

Il tracciato della strada fiancheggia per lungo tratto l’asta del rio Lodola, mantenendosi ad una distanza da essa di poche decine di metri.  L’asta del rio Lodola costituisce l’ambito di maggiore rilevanza ecologica ed ambientale dell’intero SIC-ZSC IT 4030021, attraversato dalla strada di Progetto, essendo caratterizzato da un aggruppamento vegetazionale igrofilo a galleria che è riconosciuto per la sua pregevolezza come Habitat 92A0, in base alla classificazione di RETE NATURA 2000.   La realizzazione di un tracciato stradale di notevole ampiezza ed intenso traffico automobilistico a così breve distanza da un contesto ecologico di così grande rilevanza, determina una serie di effetti indotti che possono gravemente pregiudicarne la conservazione. Effetto peraltro aggravato dalla previsione di un esteso e impattante parcheggio scambiatore.

La presenza   di un   nastro di asfalto di notevole superficie, con annesso parcheggio, determina, infatti, la pesante modifica dell’equilibrio microclimatico della zona, veicolando specialmente nel periodo estivo, notevoli masse d’aria calda direttamente all’ interno dell’habitat prioritario del rio Lodola. La conservazione dell’equilibrio climatico   costituisce la condizione essenziale per la preservazione di tale delicato Habitat prioritario. La particolare collocazione della vegetazione igrofila a galleria solo all’interno dell’alveo incassato del Rio Lodola   non consente inoltre la eventuale predisposizione di interventi compensativi, trattandosi a tutti gli effetti di un assetto geomorfologico rigido, esclusivo e unico, naturalmente immodificabile. L’effetto negativo sull’habitat 92A0 è peraltro aggravato dalla sua posizione sottovento rispetto ai venti dominanti occidentali.   Oltre alla alterazione dell’equilibrio climatico, l’eventuale realizzazione della strada ad alto traffico determinerebbe un rilevante emissione di particolato e polveri sottili derivati sia dai prodotti di combustione che dalla rotazione degli pneumatici, che interferirebbero con l’evapotraspirazione della vegetazione igrofila dell’habitat 92A0, costituendo una ulteriore minaccia alla sua conservazione.

Inoltre, a livello di progettazione della strada ad alto traffico non risultano essere state predisposte efficaci misure di contenimento dei liquidi inquinanti derivati da eventuali incidentalità e che si potrebbero riversare sul territorio contermine e che comunque sono normalmente veicolati dalle piogge che insistono su assi stradali particolarmente frequentati. A tal riguardo la realizzazione della strada insiste su una zona  ben nota in letteratura scientifica per la presenza di numerose risorgive  ed affioramenti di falda: l’opera di progetto,  a causa dei movimenti terra e della dinamica trasmessa dal pesante traffico veicolare proveniente o diretto al vicino polo industriale ceramico di Casalgrande, interferisce  sulle dinamiche dell’acquifero con l’effetto di ridurre o inibire  notevolmente la alimentazione  della vegetazione igrofila dell’habitat prioritario del rio Lodola, creando di fatto i presupporti per una moria generalizzata delle forme viventi.

ALTERAZIONE DELL’EQUILIBRIO CLIMATICO IN UN’AREA AD ALTO RISCHIO DI INQUINAMENTO AMBIENTALE.

 La città di Reggio Emilia     si trova al centro di uno dei comparti maggiormente penalizzati dalla concentrazione di inquinanti atmosferici presenti sull’intero territorio nazionale. Tale situazione assume condizioni di particolare gravità nei periodi nei quali si manifestano condizioni di stagnazione delle masse d’aria al suolo. Durante il periodo estivo il fenomeno è ulteriormente aggravato dal formarsi del cosiddetto ombrello termico, conseguente alla presenza di estese superfici intensamente urbanizzate e prive di sufficiente copertura vegetazionale. L’area ZSC  IT  4030021 svolge a tale riguardo una  precisa funzione di compensazione ecologica e di  mitigazione dell’inquinamento   che, come è noto,  penalizza da tempo il centro urbano,  poiché costituisce un   esteso cuneo verde non edificato che interconnette le aree cittadine urbanizzate con le campagne circostanti, inducendo conseguentemente una importante dinamica  di scambio delle  masse d’aria , andando ad  incidere  sull’ombrello termico urbano e  sulla stagnazione degli inquinanti  .La prevista  realizzazione di una strada ad alto traffico, interessata  oltretutto  da un elevato traffico pesante, rappresentato dagli automezzi industriali ad alimentazione  Diesel diretti al vicino polo industriale ceramico di Casalgrande, viene quindi ad  inficiare gravemente   la strategica funzione di tutela della salute espressa dall’area ZSC IT4030021 

LA PIEVE ROMANICA DI FOGLIANO

Inoltre, il tracciato della strada ad alto traffico di progetto insiste direttamente sul sedime dell’importante sito della antica pieve di Fogliano, dalla quale provengono reperti scultorei romanici di altissimo livello artistico   conservati in importanti musei internazionali. La pieve di Fogliano fu demolita alla fine del XVIII secolo per far posto ad una   nuova costruzione religiosa, più vicina all’abitato; l’area ove sorgeva la Pieve trova peraltro riscontro in numerosi documenti d’archivio. I dettami religiosi del tempo contemplavano tutt’attorno alle Pievi    un esteso campo funerario, che in relazione all’antichità del sito, si sviluppava su una grande superficie. In occasione delle periodiche arature, che avvengono in zona, affiorano costantemente resti ossei, unitamente ad altro importante materiale che accompagnava le sepolture, segni di strutture murarie ed altro ancora.  Tali reperti sono distribuiti sia in prossimità della zona ove si prevede di realizzare il grande parcheggio scambiatore antistante l’ex stazione ferroviaria di Fogliano, oltre che in più punti del tracciato viario di progetto. Il tracciato   della strada, così come stato definito nel progetto, intercetta quindi direttamente l’area di notevole interesse storico, archeologico e testimoniale dell’antica pieve di Fogliano, causandovi conseguentemente irreversibili danni.    Occorre rilevare che in sede di verifica preliminare di eventuali preesistenze archeologiche, commissionata dall’amministrazione provinciale alla cooperativa archeosistemi, il sito, paradossalmente, non è stato segnalato per mancanza di conoscenza puntuale dei luoghi da parte degli incaricati. Il sito plebano di Fogliano si pone come un unicum nello scenario dell’alta pianura Emiliana, e come tale costituisce una grande opportunità per avviare interventi di studio, documentazione e ricerca su uno dei più importanti siti plebani medievali del territorio regionale: tale presenza, ovviamente, confligge totalmente con la eventuale realizzazione di una strada ad alto traffico, con relativo parcheggio scambiatore. La conseguenza diretta della realizzazione viaria sarebbe quello della irreversibile perdita di una grande opportunità scientifico-culturale per lo studio e la tutela di un importante bene   che costituisce a pieno titolo   un irrinunciabile patrimonio culturale   e come tale sottoposto a dettami del Dlgs 42/2004.

GRAVE CARENZA NELLE DOTAZIONI DI MITIGAZIONE

È noto come il programma finanziario   afferente la realizzazione del manufatto contempli i soli costi di predisposizione delle opere stradali, escludendo i rilevanti interventi di mitigazione   che costituiscono invece una condizione ineluttabile, trattandosi di un’opera che attraverserebbe territori ambientalmente rilevanti, contigui ad aree residenziali che andrebbero tutelate e difese dagli impatti del traffico. Tali costi costituiscono un unicum operativo e non possono essere previsti in successivi stralci, ma inseriti in una unica soluzione all’interno dell’intero piano finanziario attuativo dell’opera.

A questo proposito rileviamo con preoccupazione che a fronte di un appalto per il primo lotto previsto per un ammontare di 10 milioni, di cui 5 milioni a carico della Regione e 5 milioni a carico del Comune di Reggio Emilia, il fabbisogno stimato per l’intera opera si attesterebbe invece intorno ai 13,6 milioni di euro. I 10 milioni stanziati risulterebbero, quindi, in grado di coprire i soli costi relativi alla realizzazione del nastro stradale, agli espropri e alle spese tecniche, mentre per la realizzazione delle opere di mitigazione e compensazione non vi sarebbero fondi!! La loro eventuale realizzazione verrebbe rimandata ad altro appalto, attualmente senza copertura economica.

A questo proposito, va ricordato inoltre che il 28 dicembre 2019 il Ministero dell’Ambiente ha approvato le nuove linee guida per le procedure di Valutazione di Incidenza (VINCA) per i siti Natura 2000: una procedura introdotta con lo scopo di salvaguardare l’integrità dei siti dalle interferenze di piani e progetti in grado di mettere in pericolo la conservazione degli habitat e di condizionarne l’equilibrio ambientale. https://www.minambiente.it/pagina/linee-guida-nazionali-la-valutazione-di-incidenza-vinca-direttiva-92-43-cee-habitat-articolo

La nuova procedura di salvaguardia ambientale prevede che nuove opere non devono produrre danni al sito e in caso di valutazione di incidenza negativa dell’opera o del piano, si devono valutare soluzioni ALTERNATIVE!!!!

SICUREZZA STRADALE E RELATIVE RESPONSABILITÀ.

 Completamente cancellate le opere di mitigazione e inserimento paesaggistico ambientali, prescritte dalla normativa europea, il progetto preliminare prevede invece la realizzazione di una grande rotatoria e di un ampio parcheggio in aperta campagna, nei pressi della vecchia stazione di Fogliano, a due passi dalla Via Campana. Appare evidente come la rotatoria, sia per dimensioni che per la sua ubicazione potrà servire in futuro come connessione tra la vecchia statale e la nuova tangenziale, trasformando la via Campana, da semplice strada residenziale, in un trafficato asse di collegamento tra abitato e bretella. Nel caso si procedesse alla realizzazione di queste opere, si porterebbe traffico e congestione a ridosso della Scuola Primaria Tricolore che si troverebbe assediata dalle auto: fonte primaria di inquinamento e pericolo per i bambini! Un vero controsenso per chi, come i tanti cittadini di Fogliano, da anni si batte per liberare la scuola dalla morsa dell’inquinamento e dai rischi da traffico, peraltro già corposamente esistenti.

Il progetto della strada prevede anche la realizzazione di un’altra grande rotatoria in corrispondenza della sua intersezione con la strada provinciale diretta ad Arceto.   Tale rotonda viene prevista ad una distanza eccessivamente  ridotta rispetto al passaggio a livello  della linea ferroviaria  Reggio – Sassuolo e, inoltre, l’interspazio tra la stessa linea ferroviaria e la rotonda non appare lineare ma  in allineamento angolare: tali condizioni inficiano uno dei fondamentali requisiti delle rotatorie, ovvero  che  le manovre di immissione e di attraversamento  per avvenire in sicurezza, richiedono  l’esistenza di spazi liberi da ostacoli che possano invadere il campo visivo del conducente. Ne consegue un’effettiva situazione di  rischio e pericolosità  per gli automezzi  che percorrono l’asse viario .Ulteriore grave situazione di pericolosità consegue al fatto che,  in corrispondenza di precisi orari di punta,  già attualmente si formano dei lunghi incolonnamenti che dal vicino abitato di Due Maestà  giungono sin quasi a lambire il passaggio a livello: è evidente che  con la realizzazione della rotonda  l’incolonnamento investirebbe direttamente  l’attraversamento ferroviario con gli evidenti e manifesti rischi e pericoli che ne conseguono. Ad aggravare la situazione a poche centinaia di metri ad est del passaggio a livello è inoltre presente il pericoloso dosso stradale del ponte sul torrente Rodano, che preclude completamente la visibilità sulla stessa zona dell’attraversamento ferroviario e dei relativi incolonnamenti.

L’insieme di tutte queste circostanze determina innegabilmente le condizioni di   frequenti situazioni di ingorgo del traffico e di elevata pericolosità. La progettazione della strada non risponde quindi ai necessari criteri di sicurezza e funzionalità alle quali devono obbligatoriamente rispondere le opere pubbliche, configurando precise responsabilità’ civili e penali anche per quanto attiene lo spreco di denaro pubblico che verrebbe impegnato nella realizzazione di   opere non rispondenti ai criteri di funzionalità, sicurezza ed economia, ai quali si devono obbligatoriamente attenere le opere pubbliche.

CONCLUSIONI

Stando così le cose, appare quindi evidente che se si andasse alla realizzazione del solo nastro stradale, e si forzasse la mano per rilasciarne la funzionalità e il collaudo, si darebbe il via all’utilizzo di un’infrastruttura incompleta, fortemente impattante oltre che per le zone protette anche per quelle residenziali e potenzialmente insicura.

A questo punto ci troveremmo di fronte alla beffa di un asse viario realizzato in zone ambientalmente rilevanti, senza il necessario corredo di opere ambientali, ma soprattutto in assenza del quadro di azioni e progetti richiesti dalla normativa comunitaria; ci sia consentito dubitare fortemente della volontà di trovare, in un momento successivo alla realizzazione della strada, i fondi aggiuntivi necessari alle mitigazioni ambientali e alle necessarie modifiche strutturali.

Pertanto, le scriventi Associazioni,

ritenuto come sia assolutamente sbagliato e improvvido procedere alla definizione progettuale  del  tracciato A, così come ipotizzato nel bando, per gli evidenti rischi in cui si incorrerebbe, riguardanti: la  congruità giuridica, la dubbia fattibilità tecnica, la previsione di dannose e incoerenti opere  a servizio  dell’asse stradale e soprattutto a fronte dell’evidente mancanza dei fondi necessari alla realizzazione di una opera rispettosa dei vincoli ambientali e  territoriali esistenti, della normativa comunitaria e dei benefici ad essa connessi;

considerata la presenza di tali complesse, sistematiche e reali problematiche, peraltro non considerate ed acquisite a livello di progettazione della strada, unitamente alla effettiva disponibilità di tracciati alternativi più sicuri ed aventi un costo attuativo assai minore,  

MANIFESTANO

 le condizioni per un effettivo e grave danno ambientale e per un certo e concreto spreco di denaro pubblico. Le effettive lacune progettuali dell’opera   sostanziano la richiesta di sospensione dell’iter progettuale, per consentirne di verificare la effettiva congruità finanziaria, garantendo un corretto utilizzo di denaro pubblico;

 conseguentemente

CHIEDONO

che sia sospesa la procedura in atto e che siano valutate tutte le soluzioni idonee alla salvaguardia e alla tutela della Zona Speciale di Conservazione (ZSC) IT4030021 – ZSC – Rio Rodano, Fontanili di Fogliano e Ariolo e Oasi di Marmirolo.

  • Università Verde Reggio Emilia
  • Pro natura Emilia Romagna
  • L.I.P.U.
  • W.W.F Emilia Centrale
  • Legambiente Reggio Emilia – Tutela ambientale – ODV
  • Salviamo il paesaggio Emilia Romagna
  • L.A.V Reggio Emilia
  • Amici della Terra
  • G.G.E.V. Reggio Emilia
  • L.A.C.
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