TANGENZIALE DI FOGLIANO : INTERVISTA A DUILIO CANGIARI, COPORTAVOCE DEI VERDI DI REGGIO EMILIA

Pubblicato da Europa Verde Reggio Emilia il


CANGIARI, ALLORA SIETE CONTRARI ALLA TANGENZIALE DI FOGLIANO ?

Non siamo contrari! Siamo consapevoli del notevole impatto del traffico sulla frazione di Fogliano. Diciamo, però, che i 10 anni trascorsi dall’inizio dell’iter amministrativo della bretella stradale non hanno aiutato a riflettere adeguatamente sul tracciato; si è scelto un corridoio infrastrutturale che attraversa zone protette e questo complicherà di molto l’iter del progetto.

CANGIARI VUOLE CHIARIRE QUESTO ASPETTO ?

Si sono illusi i cittadini tacendo loro le complicazioni di un tracciato che attraversa una Zona Speciale di Conservazione (ZSC): un’ area dalla forte valenza ambientale che proprio per i vincoli cui è sottoposta richiederebbe in primo luogo di essere tutelata e di trovare alternative alle opere che la interessano; se questo non fosse possibile si dovrebbe fare una progettazione particolare, corredata da grandi mitigazioni e con la previsione di  costose compensazioni ambientali così come prevede la nuova normativa comunitaria. Questo aspetto è molto importante: appare evidente la differenza tra mitigazioni i tipo tradizionale, quali fasce boscate, siepi e dune  e  le compensazioni ambientali che invece servono a garantire il territorio dalla perdita della  complessità ambientale di un  sito protetto.

COME MAI SI E’ ARRIVATI A QUESTA SCELTA ? COSA C’E’ CHE NON VA NEL TRACCIATO ?

Ha prevalso la Sindrome di Nimby, cioè si è scelto il tracciato…. “ più lontano da casa mia “. Le precedenti giunte hanno avvallato con leggerezza la scelta del tracciato A, sottovalutando la presenza della zona protetta e di vincoli territoriali che vanno rispettati. A questo si sono aggiunti i rimpalli amministrativi tra gli enti che hanno allungato i tempi ed esasperato le attese degli abitanti della frazione.

LA PROVINCIA DOVRA’ FARE IL PROGETTO DEFINITIVO. QUALI NUOVI CRITERI DOVREBBE SEGUIRE ?

Ci preoccupa in primo luogo la forte riduzione dei fondi a disposizione; a fronte di un fabbisogno che è salito a 13,6 milioni di euro dagli iniziali 12,5 milioni, stimati da progetto preliminare, oggi vengono messi sul piatto solo 10 milioni di euro!!! Una somma ampiamente insufficiente che servirà a mala pena a coprire i costi del nastro di asfalto. Completamente cancellate le opere di mitigazione, inserimento e compensazione ambientale, prescritte dalla normativa europea, come nel caso di attraversamento di un sito SIC, come pure non sono conteggiate le migliorie strutturali che si dovranno prevedere per sciogliere alcune problematiche evidenziatesi in vari nodi del tracciato  . E’ una impostazione che non possiamo accettare e che chiediamo di superare.  Inoltre si dovranno risolvere le ambiguità di cui è denso il progetto preliminare.  Ad esempio: è prevista la realizzazione di una grande rotatoria nei pressi della vecchia stazione di Fogliano, a due passi dalla Via Campana. E’ evidente come questa rotatoria servirà a mettere in collegamento la vecchia statale con la nuova tangenziale, trasformando la via Campana, da semplice strada di campagna, in un trafficato asse di collegamento tra abitato e bretella.  Peccato che con questa scelta sciagurata si porterebbe tanto traffico a ridosso della Scuola Primaria Tricolore che si troverebbe assediata dalle auto: fonte di inquinamento e pericolo per i bambini! Un vero controsenso e un insulto a chi, tra i numerosi cittadini di Fogliano e il personale della scuola, invece vorrebbe liberare la scuola dalla morsa dell’ inquinamento e dai rischi già esistenti .

CANGIARI, ALLORA COSA SI DOVREBBE FARE ?

Occorre rivalutare altre opzioni di tracciato, più semplici da realizzare e meno impattanti. In ogni caso è il progetto che deve fare la differenza. Si deve fare una progettazione che rispetti i vincoli territoriali e che adotti soluzioni, che minimizzino il danno ambientale, generato dalla realizzazione di un asse viario, in un territorio pregiato sotto tutti gli aspetti e che metta in sicurezza la popolazione più debole del paese. Ci vuole una forte volontà politica che dia indicazioni chiare ai progettisti ; inoltre occorre trovare le risorse finanziarie mancanti, per fare un’opera all’altezza dei tempi e della delicatezza del territorio e  non da ultimo, per dare una risposta immediata al paese, occorre, da subito, potenziare il Trasporto Pubblico Locale su gomma e su ferro.

COSA SI ASPETTA DAI NUOVI DECISORI DI PIAZZA PRAMPOLINI ?

Chiediamo alla giunta e in particolare al nuovo Assessore ai LLPP Nicola Tria di non commettere gli errori del passato e di non pensare che la ripartenza debba ripercorrere i limiti di politiche vecchie e superate, quando cantieri e lavoro non hanno fatto rima con qualità della vita, legalità, sicurezza e coesione sociale. Reggio ha già conosciuto una stagione dove la bolla edilizia, il mattone e il cemento hanno lasciato segni indelebili sulla città, appesantito l’equilibrio sociale e compromesso ampi spazi di territorio. Questa Amministrazione è stata eletta su un programma che dovrebbe vedere le politiche della sostenibilità ambientale, della innovazione, della tutela e della valorizzazione del nostro territorio,  al centro della propria azione amministrativa! L’ arido elenco di opere pubbliche fatto dall’assessore ci allontana da questi obiettivi, non coglie la novità di una nuova stagione che, se praticata con convinzione e non solo a parole, puo’ fare della nostra città una capital green, in cui sia piacevole e piu’ sicuro vivere.

E’ tempo di cambiare!  Non di proporre vecchie ricette fallimentari: il post covid deve essere l’occasione di nuove politiche all’insegna della sostenibilità, all’altezza delle attese dei cittadini che chiedono a gran voce qualità della vita, ambiente preservato, piu’ cultura, nuove scuole e  sicurezza sociale.

Print Friendly, PDF & Email

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *