Urgente rivedere il sistema di voto per le Bonifiche. Enti che gestiscono centinaia di milioni di Euro!

Pubblicato da Duilio Cangiari il

Duilio Cangiari 

Consigliere della Bonifica Emilia Centrale

Prendo spunto dalle recenti informazioni che giungono da Piacenza, dove anche la ASL ha confermato la non opportunità di tenere in presenza le elezioni del 18 e 19 aprile per il rinnovo dei componenti elettivi del CdA del Consorzio di Bonifica.

Al proposito è stata depositata in Regione un’interrogazione della Consigliera Silvia Zamboni di Europa Verde che ne chiede il rinvio fino all’introduzione del sistema di voto elettronico, sia per evidenti pericoli di contagio da Covid 19, sia per favorire una maggiore e più ampia partecipazione dei cittadini contribuenti.

Il tema della scarsa partecipazione al voto per la gestione di un ente così importante per il territorio è purtroppo una costante, consolidatasi nel tempo. In Emilia-Romagna operano otto Consorzi di 1° grado che gestiscono bilanci di centinaia di milioni di euro ogni anno. Nell’ultima tornata elettorale del 2020 per il rinnovo di sei consorzi ha votato solo 0,2% degli aventi diritto.

Venendo a casa nostra, forse non è stato sufficientemente evidenziato che nelle elezioni del 2018, per il rinnovo del CdA del Consorzio Emilia Centrale ha partecipato solo il 3% degli aventi diritto. Per stimolare la memoria collettiva, occorre anche ricordare che nel 2018 si è votato dopo un commissariamento di tre anni, a seguito dell’annullamento delle precedenti votazioni per palesi irregolarità.

Irregolarità che segnalano una volta di più dell’interesse che riveste il controllo politico della Bonifica, cioè a dire che si fa di tutto pur di assumerne la gestione.

Questi Enti da anni, su stimolo della Regione, degli Enti Locali e con il progressivo arretramento delle competenze delle Province, stanno ampliando la propria area di competenza non solo nel settore prettamente operativo della manutenzione dei canali di Bonifica, ma anche alla gestione di corsi d’acqua naturali, attraverso la programmazione delle opere di prevenzione e contrasto al dissesto idrogeologico di tanta parte del nostro territorio collinare e montano, e inoltre si stanno proponendo come enti di programmazione e attuazione progettuale di medie e grandi opere idrauliche. Non è un mistero come i Consorzi di Bonifica, negli ultimi tempi, non siano attuatori soltanto della realizzazione delle opere, ma si facciano promotori di grandi opere infrastrutturali per le quali si candidano alla progettazione, alla realizzazione, alla gestione e alla loro manutenzione. Si potrebbe dire, paragonando il loro ruolo ad altro settore, che alle industrie automobilistiche oltre alla produzione di auto, fosse affidato il compito anche di programmare, progettare, realizzare e gestire la rete stradale pubblica. Ebbene è ciò che sta accadendo nel silenzio e nella disattenzione generale. A questo punto è legittimo chiedersi come sia il loro governo interno. La risposta è semplice: grazie a leggi scandalosamente superate, questi Enti che operano in un ambito pubblico, sono oggettivamente in mano a ristrette lobby agroindustriali, che si avvantaggiano della possibilità di gestire sia gli ingenti fondi pubblici derivanti dalle funzioni di manutenzione idrogeologica e idraulica del territorio montano e collinare, che delle decine e decine di milioni di euro derivanti dai contributi di cittadini che possiedono immobili sottoposti a questa tassazione obbligatoria.

Ora è del tutto evidente che siamo di fronte ad un gigantesco problema di rappresentanza, dove poche categorie organizzate, sono esageratamente avvantaggiate dal sistema di voto, esercitando un potere enorme su un ente che gestisce un bilancio di svariate decine di milioni all’anno. Tutto questo a scapito delle migliaia di cittadini contribuenti il cui peso elettorale è vanificato da un maccanismo elettivo scandalosamente antidemocratico.

Già dalle votazioni scorse del 2018 sarebbe dovuto essere previsto il voto elettronico, che avrebbe permesso di allargare notevolmente la platea dei votanti effettivi, ma che per problemi organizzativi e di tempi, non è stato tecnicamente predisposto.

Credo che in previsione delle prossime elezioni del 2023 ci sia tutto il tempo per organizzare tecnicamente il voto elettronico, tra l’altro assolutamente da preferire in tempi pandemie ricorrenti. Sarebbe clamoroso se ancora una volta, si arrivasse a quell’appuntamento impreparati.

Occorre anche mettere in evidenza l’anacronistico sistema di voto, di stampo ottocentesco che si applica all’elezione degli organi di governo delle Bonifiche, un sistema fondato sul “censo” o per meglio dire: chi più paga più conta. Si pensi che questo sistema, in cui il censo, la proprietà e la ricchezza, rappresentava la regola per l’elezione dei rappresentanti nei parlamenti ottocenteschi. Una stravaganza antidemocratica e antistorica arrivata sino ad oggi e perpetrata dai meccanismi elettorali negli Enti di Bonifica.

È ormai venuto il tempo di mettere mano ad una riforma complessiva di questi enti. Sia per modificare i meccanismi di voto, sia in funzione del ruolo sia devono e possono assumere in futuro per la gestione del territorio, sempre più sottoposto a stress per effetto delle modifiche del clima e anche a fronte dell’attuale disorganizzazione degli assetti amministrativi, anche a seguito della sciagurata riforma delle Provincie.

In tal senso è auspicabile che si dia seguito, in modo intelligente a quanto previsto dalla bozza di PNRR (PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA) che prevede appunto un potenziamento del ruolo delle Bonifiche che, senza mettere mano agli Statuti nella parte che norma il sistema di voto, rischia di consegnare il nostro territorio, un bene comune, e un notevole portafoglio, in mano a pochi gruppi lobbistici ben organizzati.

Ps. Ovviamente è tempo anche per rivedere ruolo, compiti e funzioni dei Consorzi irrigui privati, di cui si conosce la forte capacità di pressione e condizionamento nelle politiche di governo delle acque, ma della cui vita interna si hanno notizie scarse e insufficienti.

 

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